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AGNANA
Fu feudo molto conteso, vivendo appieno le vicende medioevali. Divenne casale di Mammola (1650), appartenne ai Ruffo di Calabria(1667), ai Barreta Gonzaga e, nel 1748, ai De Gregorio (sino al 1806, data in cui vennero a cadere gli obblighi feudali). Il terribile terremoto del febbraio del 1783, che procurò la morte a
10 persone e produsse danni valutati intorno ai 30.000 ducati, diroccò
anche la chiesa del patrono San Basilio. Questa, prontamente
ricostruita, fu quasi di nuovo distrutta da un uragano il 23 gennaio del
1885. Agnana fu molto conosciuta, almeno fino al secolo scorso, per l’esistenza di numerose miniere di lignite e antracite, abbondantemente sfruttate prima dai borboni (sino al 1850), dopo dalla popolazione locale (sino alla seconda guerra mondiale) e oggi, purtroppo, del tutto abbandonate. L'antracite qui estratta venne utilizzata per la costruzione delle prima linea ferrata italiana (la tratta Roma-Frascati) nel 1882. Il primo treno a carbone part" fra le grida di gioia: "Viva l'Italia", "Viva la Calabria".
A causa dei ripetuti terremoti e catastrofi naturali il suo patrimonio architettonico è andato irrimediabilmente perduto. Unici elementi di un certo rilievo ancora esistenti sono i ruderi di vari insediamenti basiliani, sparsi all’interno del suo territorio. Comunque, la sua vera ricchezza è costituita da
alcune sorgenti d’acqua minerale, di cui una sulfurea, due clorurate,
una ferruginoso-sulfurea, situate in località Junchi.
Esistono tuttora, nei pressi, i ruderi di alcune vasche che, in passato, venivano utilizzate per le cure terapeutiche. Chiesa della Misericordia Sorta con la nascita del paese ne 1343, fu dotata di molti beni; era stata eretta sul luogo dove oggi sorge il Calvario; ma uno spaventevole uragano, preceduto da strani fenomeni atmosferici, l'ha completamente abbattuta il 14 marzo 1813. Rimasto il paese privo del sacro edificio i credenti dovettero andare peregrinando a Siderno, a Prestarona ed a Canolo. Dopo lunghe divergenze tra Arciprete e Sindaco per la scelta della località, si pose mano alla costruzione della chiesa della Misericordia, che per deficienza di mezzi fu costruita a diverse riprese. Chiesa di San Basilio Nel 1763 aveva avuto luogo la costruzione dell'altra chiesa dedicata al Patrono S. Basilio. Ma, sopravvenuto il terremoto del 1183, riportò gravi danni, e per molti anni fu lasciata in totale abbandono. Rifatta in seguito, fu nuovamente diroccata dall'uragano del 23 gennaio 1885, che il popolo ricorda ancora con raccapriccio. Fu ricostruita nel 1907. |
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