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RIACE
Riace è un
piccolo paesino posto su un dosso lambito dall'omonimo torrente. Sembra che
le origini del nome siano da attribuire a un diminutivo
del volgare greco-bizantino Ryaki (piccolo ruscello).
Nel tempo il nome subì qualche modifica. Si chiamò,
infatti, Reatinum, Reatino, Reace e, infine, assunse
l’attuale denominazione Riace.
I Bronzi di Riace, capolavori della scultura ellenistica che hanno portato il nome della città a fama mondiale, vengono ripescati in mare nel 1972, di fronte alla localita Agranci, da un sub dilettante, a circa 200 metri dalla costa e 8 metri di profondità. Furono presi in consegna dai restauratori della Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, e successivamente trasferiti al piu` attrezzato Centro di Restauro Archeologico della Soprintendenza Archeologica di Firenze. Oggi è possibile ammirarle nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La statua A è attribuita allo scultore ateniese Mirone e datata 460-450 a.C., periodo di transizione tra lo stile severo e quello classico: sono ancora evidenti le tracce di una rigida impostazione delle spalle e del torace. era armato di un'asta che impugnava tra indice e medio e ce doveva toccare terra e scaricare parte del peso; non indossava elmo, come si evince dalla capigliatura, rifinita anche sulla parte alta della testa. È alta mt. 1.98. La statua B è stata prodotta in tempi posteriori rispetto alla precedente (430-420 a.C.). Risulta, infatti, più moderna, sia nella lavorazione (il bronzo è spesso 7.5 mm contro gli 8.5 mm dell'altra statua) sia nello stile (la composizione più armoniosa della posa, la sinuosa congruenza tra l'inclinazione del bacino, la posizione del torace leggermente inclinata e la spalla destra giustamente abbassata). Si ritiene fosse armata di lancia (bilanciata, non toccava terra) scudo ed elmo corinzio. E' alta mt. 1.97.
La chiesa di San Nicola di Bari presenta avanzi del portale e del campanile originari. In contrada Jiritano e Porto Fraticchio si trovano le aree archeologiche e le torri costiere di San Fili e Riace. |
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La chiesa di San
Nicola si trova a circa
quaranta metri dall'imbocco della stradina che conduce al
santuario dei SS Cosma e Damiano. La facciata principale è
preceduta da una doppia e breve gradinata laterale in pietra
con veranda a semicerchio. Alla destra del frontone un tempo,
era addossata la torretta campanaria demolita poi perché
pericolante.
La datazione della chiesa di Santa Maria Assunta (matrice) è incerta. Si hanno notizie dai registri parrocchiali e dalle iscrizioni di una campana che porta la base di fusione del 1596. Vi è annessa una torre campanaria a base trapezoidale. La facciata principale è caratterizzata dalla presenza di due portali rettangolari in pietra. Quello principale è circondato da una cornice scanalata ed è sormontato da un timpano spezzato. Vi si accede per mezzo di una scalinata in pietra. L'interno a unica navata è decorato con stucchi policromi. Custodisce la statua di Santa Maria Assunta.
Immersa tra il verde di palme e piante tropicali il palazzo si eleva su due livelli. Al portale principale si accede per mezzo di una scala in pietra che conduce direttamente alle stanze nobiliari del secondo piano. L'intero complesso è custodito da una recinzione in ferro battuto.
Lunga circa quattro chilometri, la spiaggia di Riace è famosa per il ritrovamento, a trecento metri dalla costa, dei guerrieri bronzei realizzati attorno al 460-465. Nei mesi più caldi dell'anno riesce a ospitare numerosi turisti. Presenti attrezzati lidi balneari che offrono anche servizi ricreativi.
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