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Edwar Lear, viaggiatore Inglese a piedi, così descrive Roccella nel 1847: "siamo discesi verso il mare in direzione nord e, dopo lunghi sentieri, fra uliveti e giardini di fichi, siamo arrivati alla spiaggia di Roccella con il suo capo roccioso sempre oggetto di bellezza anche da Gerace, diventa sempre più bella avanzando verso di essa". |
ROCCELLA JONICA
È l'unico centro della Locride che non ha mai subito spostamenti nel corso dei secoli. La sua bella posizione, su una roccia naturalmente difesa e ben munita, ha consentito alla città di nascere e svilupparsi organicamente dal borgo arroccato all'ampia marina sottostante. |
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Le sue origini, risalgono al tempo delle prime colonie della Magna Grecia. II suo nome primitivo fu Amphysia, citata da Ovidio nelle Metamorfosi. Intorno all'anno 1000 essa prese il nome di Rupella, in seguito mutato in Arocella cioè "piccola rocca".
Quando iniziarono anche le scorribande dei Turchi, intorno al 1200, gli amphisiani, si trovarono costretti ad abbanddonare il loro villaggio per migrare verso l'interno. Alcuni gruppi, particolarmente legati al proprio territorio natale, decisero di formare un piccolo agglomerato sulla rocca. In poco tempo il villaggio si ingrandì diventando un vero e proprio paese, che venne chiamato dapprima Rupella poi Arocella ed infine Roccella.
Questa imponente costruzione, di proprietà delle famiglie Feudatarie di Roccella (fù prima gestia dai Collepietro, poi dai Centelless e Ruffo, ed infine dalla famiglia di origine ungherese dei Carafa, detti poi "Dalla Spina"), avrebbe dovuto difendere il popolo dalle scorribande saracene. Il principe Fabrizio Carafa fu uno dei maggiori persecutori di Tommaso Campanella. Il castello, posto su una rocca a picco che guarda il mare, era una fortezza inespugnabile, tanto che neanche i Turchi nel 1553-55, i quali pur saccheggiarono Reggio Calabria e dintorni, riuscirono a scalfire. Essi, al contrario, subirono gravi perdite e la distruzioni della maggior parte delle 150 galere con le quali si erano presentati nello specchio acqueo sottostante il maniero. Un altra incursione dei Turchi, nel venerdì santo del 1599, fu ugualmente respinta dai Roccellesi. Ristrutturato nel 1700 dai Carafa, il castello assunze carattere di residenza signorile. Per cercare di anticipare gli attacchi, vennero poi costruite delle torri di avvistamento lungo tutta la costa della Locride.
Ristrutturato nel ‘700 dai Carafa, il castello assunse i caratteri di residenza signorile.
Alla base della collina del castello è stato
costruito un lungo canalone per la raccolta delle acque piovane discendenti da
tutta l'area del castello. Durante la costruzione di questo ampio canalone ci si
è accorti che accanto ad esso era possibile ricavare un camminamento,
sfruttabile anche a fini turistici per godere del bellissimo
panorama di Roccella e di tutta la Locride. Alle pendici del promontorio roccioso su cui sorge l’antica città, si trova il complesso del Santuario di Maria SS delle Grazie. L’ edificio religioso è collocato sulla sponda sinistra del torrente Zirgone, in una posizione di innalzamento rispetto al piazzale antistante grazie ad una ripida scalinata. Fu fondato nel 1545 dal Capitano Onofrio Buscami di Palermo e dal suo equipaggio. Si narra infatti che il capitano Onofrio Buscemi, trovandosi nel mare di Roccella Jonica, venne sorpreso da una violenta tempesta e con l’equipaggio fece voto alla Vergine di edificare in suo onore un santuario, nel punto in cui, fosse approdato in salvo. Scampato il pericolo, insieme all’equipaggio edificarono la chiesa. Un pregevole dipinto dell’epoca, attribuito allo stesso Buscemi, riproduceva la scena del miracolo, quest’opera (insieme ad altri quadri) è stata trafugata e attualmente è stata sostituita da una riproduzione.
La Madonna delle Grazie è
venerata come patrona dei pescatori roccellesi , i quali, in segno di
devozione, portano la statua, nel giorno della festa, in una
tradizionale processione sul mare. La festa, preceduta da un novenario
di preghiera, si svolge la prima Domenica di Luglio: ai riti religiosi
si affiancano i festeggiamenti civili, quali la fiera e i fuochi
d’artificio. Caratteristica è la processione della domenica in cui la
statua della Madonna
Il patrono di Roccella Jonica è San Vittorio, martire marsigliese la cui festa si svolge ogni anno nella seconda domenica di agosto. Secondo un'antica leggenda alcuni mercanti marsigliesi, trasportati da una tempesta di mare, sbarcarono a Roccella; accolti e trattati cordialmente dai cittadini del luogo, essi, ritornati un patria, per sdebitarsi, inviarono la reliquia del braccio del loro glorioso concittadino Vittorio, martirizzato a Marsiglia, sua patria, nei primi anni del IV secolo d.C. La reliquia fu per tanto tempo custodita nella chiesa madre, attigua al castello e quando questo cadde in rovina, essa fu portata nella chiesa di S. Nicola ex Aleph, edificata nel frattempo sulla costa. Reperti archeologici attestano la presenza umana nel luogo già dalla prima età del ferro. Interessante è la necropoli rinvenuta, ricca di corredi funerari, dove sono state trovate due colonne di porfido egizio dalla, ancora oggi, enigmatica funzione. |
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Da oltre vent'anni, durante l'estate Roccella Jonica ospita un importante festival di musica Jazz, noto come "Roccella Jazz festival - Rumori Mediterranei, il cui cartellone annovera artisti di fama mondiale. Attualmente (2007) i concerti del festival si tengono anche in altri comuni nelle vicinanze, ma Roccella Ionica rimane la sede storica e principale e la denominazione del festival è rimasta invariata.
Il Porto é una struttura turistica-peschereccia. L'imboccatura si affaccia verso Sud, all'interno é formata da tre darsene e da un avanporto: due sono destinate alla nautica da diporto e una ai mezzi dello Stato ed unità da pesca locali. Recentemente è stato ristrutturato il Convento dei ”Minimi Paolotti” costruito dall'amministrazione pubblica nel 1590 presso la Chiesa di San Vittorio. Il Convento venne soppresso nel 1814, con la legge che ha soppresso la maggior parte degli istituti religiosi, e adibito a sede municipale, quale è stato fino a poco tempo fa.
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