Sant'Agata del Bianco

Sant'Agata del Bianco si trova su una collina a 450 mt s.l.m. e a 10 chilometri dal mare e domina un panorama che va da Capo Spartivento a Punta Stilo.

Non si conosce con certezza la data di fondazione del paese. In un documento  si attesterebbe la data di creazione della cittadina al 1349 quando, in seguito ad un terribile terremoto, un gruppo di persone decise di lasciare le campagne circostanti e di unirsi comunità presso la zona denominata “Giardini di Campolaco”. Scelsero di intitolare il paese in onore di Sant'Agata alla quale erano devoti.

Certo è che fu casale del limitrofo centro di Samo con il nome di Sant'Agata di Crepacuore. Dal 1496 al 1554 fu infeudato ai Marullo di Condoianni e, successivamente, alla famiglia Squarciafico (fin al 1569). Ritornò poi in mano ai Marullo (fino al 1588) per passare ai Tranfo (fino al 1743) e ai De Franco che lo tennero fino all'eversione della feudalità. Il terremoto del 1783 provocò gravi danni alle abitazioni. Con l'ordinamento amministrativo disposto dal generale Championnet nel 1799 Sant'Agata fu incluso nel cantone di Reggio Calabria. La legge francese del 19 gennaio 1807 elevò il paese a Luogo nel governo di Ardore. Divenne poi Comune con decreto del 4 maggio 1811 e fu incluso nel circondario di Bianco. Nel 1920 fu assorbito nel Comune di Samo ma riottenne l'autonomia amministrativa nel 1946.

Pochi gli elementi architettonici sopravvissuti ai ripetuti fenomeni sismici (è stata colpita anche dal terremoto del 1908): si può affermare che il patrimonio edilizio è quasi del tutto scomparso.

Rimane la Chiesa di Sant’Agata, ampiamente rifatta, e i ruderi del Palazzo appartenuto ai vari feudatari di S. Angata del Bianco. Ha un portale litico quattrocentesco con arco a tutto sesto e motivi a bugne.

Chiesa di S. Agata Vergine e Martire (Matrice)

La chiesa originaria fu fondata nel XV secolo. Crollata a causa delle violente scosse telluriche del 1783, fu riedificata nel 1843. Non fu risparmiata neanche dai terremoti del 1907 e del 1908. L'attuale struttura, che si trova in piazza del Popolo, risale agli anni Cinquanta (XX secolo). Ha la facciata principale con copertura a capanna e navate laterali ribassate. L'ingresso è sopraelevato rispetto all'assetto stradale, al sagrato infatti si accede per mezzo di una piccola scalinata. Il portone principale è sovrastato da un finestrone a vetri colorati, gli stessi sono stati utilizzati anche per le mezze lune che incorniciano le entrate laterali.

Il campanile a base quadrata è arretrato sulla sinistra. L'interno trinavato è molto sobrio. Caratteristica è la parete dell'abside in parte rivestita con pietre squadrate a vista e mattoncini. Al centro un Crocifisso. La chiesa custodisce una statua di Sant'Agata, patrona del paese

Nel suo territorio insiste la sorgente "Aranghèa", fonte che, sin dall'antichità, disseta tutto il comprensorio.

Il settore turistico è poco sviluppato, anche se nel periodo estivo si registra un forte incremento della popolazione legato al rientro degli emigrati.

Sant'Agata è un borgo che ha espresso e continua a esprimere brillanti intelligenze. Tra queste è da annoverare senz'altro la figura dello scrittore Saverio Strati (16 agosto 1924) che ha molto argomentato sulla Calabria e la cui produzione letteraria è entrata nei circuiti della letteratura nazionale.

Tommaso Barbaro: Sacerdote, nacque il 3 marzo 1697. Fece un lungo viaggio per visitare i cinque santuari di Montecassino, Roma, Loreto, Assisi e Padova. Questa sua avventura, iniziata a Napoli nel 1733 e finita a Venezia (città in cui visse fino alla morte), Barbaro la raccontò nel "Pellegrino". Tra gli altri scritti, una raccolta delle sue composizioni poetiche ("Euterpe Corriera") e alcuni discorsi morali sopra i vizi capitali e le virtù. Fu aggregato a varie accademie, anche all'Arcadia di Roma con il nome di Sofilo Nonacrio.

Nicola Franzè: Nacque il 13 settembre 1705. Prese il nome di Erudito tra gli Arcadi Locresi (questa era una colonia di Pastori portata dall'abate Francesco Nicolai a Gerace da Roma nel 1749). Franzè tradusse in versi italiani le commedie di Terenzio. Fu anche un appassionato pittore. Morì il 28 novembre 1765.

Tommaso Garzia: Non si conosce esattamente la data di nascita (seconda metà del XVII secolo). Fu vicario generale dei Vescovi di Muro in Basilicata e di Voltura nella Capitanata. Nel 1730 diventò vicario generale del vescovo di Gerace Ildefonso del Tufo, carica che ricoprì soltanto per un anno perché colpito da una grave malattia che lo costrinse a ritirarsi in famiglia. Morì nel 1731.

Angelo Grillo: Filosofo (1805-1875).

Francescantonio Grillo: Vescovo, nacque nel 1744. Indossò il saio dei Padri Conventuali di San Francesco d'Assisi. Nel 1792 fu nominato vescovo di Martirano. Faceva parte dell'Arcadia di Roma e del Collegio dei Teologi di Napoli. Morì in questa città il 7 novembre 1804.

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